La sala d’attesa dell’ambulatorio del medico di medicina generale: veicolo di informazioni a domande inespresse? Studio sulla contraccezione d’emergenza

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ABSTRACT
Background & Aim
I medici di medicina generale (MMG) hanno un ruolo importante di educazione alla salute [1, 2, 3, 4] . Nonostante considerino la sala d’attesa un mezzo per promuovere, informare ed educare il paziente [1, 2, 3], spesso il messaggio che si trae da questo luogo non è di impatto per quanto riguarda la trasmissione di informazioni sulla salute. Con questo studio si vuole valutare se la sala d’attesa del MMG può essere un veicolo per comunicare, istruire, indirizzare il paziente alla conoscenza di strategie per la risoluzione di problemi che non è in grado di esprimere al proprio medico e di eventuali supporti disponibili nel territorio. Un tema delicato, del quale c’è scarsa informazione nella popolazione generale [5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13], per il quale si possono fornire informazioni in modo esaustivo è la contraccezione d’emergenza (CE).
L’obbiettivo del seguente studio è proporre un modello di informativa per i pazienti sulla CE per renderli autonomi e più consapevoli sul tema, con l’intenzione di creare un metodo da adottare per trasmettere ai pazienti informazioni relative anche ad altri argomenti di difficile espressione, sfruttando la sala d’attesa.
Methods
E’ stata effettuata un’analisi della letteratura sulla comunicazione attraverso la sala d’attesa, e dopo aver raccolto la conoscenza scientifica attuale della CE, sui metodi di informazione ed educazione di quest’ultima. È stato costruito un modello di brochure per la CE da inserire in sala d’attesa.
Results
Diversi studi hanno dimostrato come l’informazione del paziente attraverso la sala d’attesa abbia contribuito ad aumentare la sua conoscenza e consapevolezza su diversi temi [1, 2, 3]. Tuttavia molti MMG non la utilizzano come strategia di informazione, tantomeno per argomenti delicati [2]. Tra questi temi vi è la CE, sulla quale molti studi hanno riscontrato la disinformazione della popolazione [5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13]. La scarsa conoscenza sulla CE genera preoccupazione ed un uso distorto [8, 9]. Diversi sono i metodi per informare la popolazione. Confrontandoli, si sono tratte caratteristiche importanti che devono essere presenti negli strumenti di comunicazione in sala d’attesa e si è prodotto un modello di brochure informativa.
Conclusion
Considerare e rendere la sala d’attesa un veicolo di informazione sulla salute e di comunicazione per problemi di difficile espressione, sarebbe un importante sostegno al lavoro del MMG. Il volantino proposto, ad oggi non validato con uno studio di efficacia, potrebbe avere un impatto sul migliorare la consapevolezza e la conoscenza delle pazienti sulla CE, inoltre può essere di stimolo alla produzione di nuovi strumenti informativi.

PAROLE CHIAVE (tag)
sala d’attesa
informazione al pubblico
contraccezione d’emergenza

DOMANDE CHIAVE
Cosa è già noto sull’argomento del manoscritto?
I messaggi in sala d’attesa sono efficienti ma sono poco sfruttati dal MMG.
Cosa aggiunge questo manoscritto ai saperi attuali sull’argomento?
Un esempio di strategia comunicativa in sala d’attesa.

ABBREVIAZIONI
MMG: Medico di Medicina Generale; CE: Contraccezione d’Emergenza; UPA: Ulipistral Acetato; LNG: Levonogestrel; IUD: spirale intrauterina.

INTRODUZIONE
I MMG hanno un ruolo centrale nell’informare ed educare la popolazione sulla salute [2, 4] e la sala d’attesa può essere un mezzo valido per promuovere tale attività [1, 2]. È stato stimato che il 70-75% dei pazienti di un MMG passa almeno una volta l’anno attraverso la sala d’attesa [1, 2]. Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia di fornire informazioni al paziente attraverso posters [1, 3, 15], i quali rappresentano un mezzo poco costoso che raggiunge un vasto numero di persone [1]. Efficaci si sono dimostrati anche messaggi audiovisivi [4]. In altre specialità, quali ortopedia e pneumologia, sono stati sfruttati audio video nelle sale d’attesa per facilitare la comprensione e migliorare la compliance a determinati trattamenti, riducendo l’ansia dei pazienti [16, 17]. Non per ultima, è stata dimostrata l’efficacia di volantini informativi [6, 7, 18, 19]. Nonostante queste considerazioni, spesso si osservano negli ambulatori dei MMG sale d’attesa ricolme di brochure, posters senza una vera e propria strategia comunicativa [1, 2, 4]. Molti MMG considerano la sala d’attesa un veicolo importante di informazioni sulla salute ma non sono in grado di sfruttarla con mirate strategie [1, 2] e si limitano a porre il materiale informativo che gli arriva [2].
Date tali premesse, perché dunque non sfruttare la sala d’attesa per comunicare, istruire, indirizzare il paziente alla conoscenza dei problemi che non è in grado di esprimere al proprio medico? All’interno del corso di Medicina Generale è stata discussa la difficoltà dei pazienti a comunicare alcuni problemi. Nella giovane esperienza, tra gli ambiti per i quali i pazienti hanno dimostrato imbarazzo e difficoltà chiedendo informazioni, la CE si è rivelata la più frequente.
È un tema delicato, del quale c’è scarsa informazione nella popolazione generale [5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13] e per il quale soprattutto le giovani adolescenti hanno difficoltà a parlarne con il proprio medico [8, 9, 12, 20, 21].
La CE è un metodo sicuro ed efficace di prevenzione della gravidanza dopo un rapporto sessuale nel caso in cui non si siano adottati altri metodi contraccettivi o nel caso di malfunzionamento di questi ultimi [22]. Tuttavia l’incidenza di gravidanze indesiderate e aborti indotti non si riduce nonostante gli sviluppi sulla contraccezione [9] e una maggiore disponibilità di accesso alla CE [9]. Molte donne, in particolare le adolescenti, vengono a conoscenza della CE attraverso i media e i coetanei [8, 9] e risultano poco informate sulle indicazioni e sui tipi di CE, i tempi di assunzione, il sito di effetto e l’efficacia [8, 9]. Diversi studi hanno analizzato le motivazioni per cui le adolescenti non si rivolgono ad un medico per avere informazioni [8, 9], tra queste la paura di esporsi e l’imbarazzo. È inoltre un tema molto combattuto in società, spesso è confuso dagli stessi medici come metodo abortivo o erroneamente considerato teratogeno, per cui non viene prescritta [13]. Questo studio si propone di analizzare quali siano le informazioni corrette e fondamentali da fornire al paziente sulla contraccezione d’emergenza e di creare un modello di volantino informativo sulla CE da porre in sala d’attesa, al fine di rendere la paziente autonoma nella scelta ma al tempo stesso dimostrare la disponibilità del MMG a parlarne nel caso volesse chiedere informazioni.

METODI
Sono stati cercati in Pubmed studi relativi alla comunicazione attraverso la sala d’attesa. Sono state utilizzate le seguenti key words: “waiting room” and “education” or “communication”.
È stata quindi eseguita un’analisi della letteratura sulle conoscenze scientifiche della CE, sulla conoscenza che ne hanno i pazienti e su quello che i pazienti vorrebbero maggiormente conoscere a riguardo. Per quanto riguarda la conoscenza scientifica ci si è basati sulle linee guida più recenti pubblicate dalla Faculty of Sexual and Reproductive Healthcare nel 2011 [14]. Sono state utilizzate inoltre le seguenti key words in Pubmed: “emergency contraception” and “patient education”.
Infine, si sono cercati ed analizzati i mezzi di comunicazione su materiale scritto per fornire informazioni ai pazienti sulla CE. Si sono utilizzate in Pubmed le seguenti key words: “emergency contraception” and “information leaflet” or “poster” or “communicate information”. Il restante del materiale informativo è stato tratto selezionando in Google Images le seguenti key words: “emergency contraception” and “patient information”.
I modelli di comunicazione su materiale scritto per fornire informazioni ai pazienti sulla CE ricavati, sono stati inseriti in una griglia di confronto sulla base delle modalità di comunicazione e delle informazioni fornite (Tabella 1).
È stato creato quindi un volantino informativo pieghevole con dimensioni complessive A4 come modello di informativa per i pazienti sulla CE da tenere in sala d’attesa dell’ambulatorio del MMG.

RISULTATI
La comunicazione attraverso la sala d’attesa
Dall’analisi della letteratura, riguardante la comunicazione al paziente in sala d’attesa attraverso materiale informativo, si sono evidenziati diversi studi che hanno dimostrato l’efficacia nell’incrementare la consapevolezza e le conoscenze dei pazienti sui temi scelti [1, 3, 4, 15, 16, 17].
Ward et all [1] hanno voluto dimostrare se i pazienti leggono e ricordano i posters in sala d’attesa. Per lo studio, avevano rimosso ogni altro materiale informativo e ruotato 4 poster che presentavano temi diversi (dieta sana, fumo di sigaretta, alcolismo, HIV) per un mese complessivo [1]. Circa l’80% del totale dei pazienti avevano letto e ricordavano il poster, il 53% del totale dei pazienti erano interessati ad avere altre informazioni [1]. Interessante lo studio Kerr et all [15], il quale ha dimostrato che il messaggio fornito da un poster può influenzare nell’immediato l’atteggiamento delle persone, modificarne attivamente il comportamento. In quel caso, infatti, era stato inserito un poster che incoraggiasse l’uso delle scale nel punto in cui la persona doveva scegliere se usare le scale o salire con l’ascensore. Si è visto quindi che i poster rappresentano un mezzo poco costoso che raggiunge un vasto numero di persone, ma sono limitati dalle dimensioni, per cui devono essere semplici, chiari, accattivanti per trasmmettere il messaggio richiesto [1]. Il poster potrebbe essere integrato in una propria strategia educativa: un collegamento tra le informazioni fornite in sala d’attesa attraverso il poster e riprese poi con la consultazione dal MMG potrebbe rinforzare il messaggio [1].
Gli studi di Eubelen et all e di Jean et all hanno valutato invece l’efficacia di messaggi audiovisivi in sala d’attesa [4, 17]. Il primo ha ottenuto un aumento delle vaccinazioni antitetaniche da parte dei pazienti, il secondo un miglioramento della compliance del paziente affetto dalla Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno all’uso della C-PAP. Gli studi di Smith et all e Bhopal et all hanno dimostrato che la presenza di opuscoli informativi in sala d’attesa aumentano la conoscenza sull’argomento in oggetto [6, 7, 18, 19]. Little et all apportano invece qualcosa in più, dimostrarono infatti sia l’utilità del fornire un opuscolo informativo in sala d’attesa, ma anche l’importanza che il medico riprendesse poi l’argomento durante la consultazione rafforzando l’apprendimento del paziente [7].
Nonostante questi risultati, diversi studi hanno dimostrato la presenza di sale d’attesa ricolme di brochure, posters senza una vera e propria strategia comunicativa [1, 2, 4, 18]. Marshall et all analizzarono il tipo di opuscoli informativi presenti negli ambulatori [18]. Molti volantini ricolmi di informazioni non invogliavano la lettura da parte dei pazienti, altri si presentavano carenti di informazione sui servizi presenti nel territorio. Tale studio concludeva invitando i MMG a revisionare il materiale utilizzato in sala d’attesa ed aggiornare i messaggi informativi.
Gignon et all [2] hanno valutato cosa pensano i MMG della sala d’attesa e in che modo la sfruttano come mezzo di promozione alla salute. Tutti i medici partecipanti allo studio concordavano che la sala d’attesa dovesse essere piacevole e rilassante per ridurre l’ansia del paziente, e al tempo stesso, il 90%, riteneva che la sala d’attesa avesse un ruolo come mezzo di informazione del paziente attraverso brochures e posters. In particolare, per incoraggiare l’aderenza agli screening e favorire la compliance a certi trattamenti. Tuttavia la maggior parte si limitava a selezionare documenti di informazione che gli arrivavano dalle industrie farmaceutiche e dall’istituto nazionale di prevenzione ed educazione alla salute. L’analisi del materiale presente nelle sale d’attesa dimostrava: nel 78% poster che fornivano informazioni sulla salute, le più frequenti riguardavano le campagne di vaccinazione, la dieta e i numeri di emergenza; solo il 10% dei medici aveva scelto di fornire attraverso i poster informazioni su un singolo tema; nel 57% brochures che trattavano per la maggior parte argomenti di nutrizione, malattie cardiovascolari e vaccinazioni; solo il 3% dei medici avevano scelto di fornire brochures riguardanti un singolo tema. Il 97% delle sale d’attesa analizzate presentavano anche altri documenti, per la maggior parte riviste generiche (90%) non riguardanti la salute, solo il 22% giornali per bambini-adolescenti di cui il 3% con messaggi educativi. Dunque nessuno dei medici partecipanti aveva organizzato la sala d’attesa con una vera e propria strategia comunicativa, limitandosi a trasmettere ciò che gli arrivava con atteggiamento passivo.

I metodi di contraccezione d’emergenza
La CE è un metodo sicuro ed efficace di prevenzione della gravidanza dopo un rapporto sessuale nel caso in cui non si siano adottati altri metodi contraccettivi o nel caso di malfunzionamento di questi ultimi [14, 22]. La CE previene la gravidanza e non è un aborto. L’aborto occorre dopo che un uovo fertilizzato si è impiantato nell’utero, mentre la CE agisce inibendo la fertilizzazione dell’uovo o impedendone l’impianto. I metodi di CE non hanno un potere teratogeno. Sono presenti tre metodi di CE. La spirale intrauterina (IUD) è l’unico con un’efficacia di protezione pari a quasi il 100%; deve essere inserita non oltre 120 ore dal rapporto sessuale non protetto; è l’unico metodo di CE che non subisce interazioni con altri farmaci quali induttori enzimatici o inibitori della pompa protonica; agisce non appena inserita inibendo la fecondazione e l’impianto dell’ovulo per azione degli ormoni da essa rilasciati localmente (spirale medicata) o del rame in essa contenuto (spirale al rame). La pillola a base di Ulipristal Acetato (UPA), chiamata anche la pillola dei cinque giorni dopo, deve essere assunta non oltre le 120 ore; contiene 30 mg di modulatore sintetico del recettore del progesterone e sembra inibire l’impianto dell’ovulo. La pillola a base di Levonogestrel (LNG) deve essere assunta entro 96 ore dal rapporto sessuale non protetto; contiene 1,5 mg di progesterone; non si conosce completamente il suo meccanismo d’azione, sembra inibire o ritardare l’ovulazione e impedire l’impianto. I due metodi di CE orali non agiscono in caso di successivi rapporti sessuali non protetti, al contrario invece per la IUD che agisce finchè rimane in sede. Tendenzialmente quest’ultima viene sostituita dopo cinque anni. In caso di ritardo delle mestruazioni maggiore o uguale alle tre settimane, occorre fare un test di gravidanza. È possibile assumere LNG durante lo stesso ciclo più volte, non è consigliato invece per UPA. In caso di Body Mass Index > 30 si è visto un aumento delle gravidanze nonostante l’uso di UPA e LNG, tuttavia non statisticamente significativo.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, con la IUD può presentarsi dolore al momento dell’inserzione, in particolare nelle donne nullipare. Per tale motivo, tendenzialmente non viene usata in queste pazienti. In una bassa percentuale di casi può presentarsi infezione uterina entro i primi 20 giorni dall’inserimento. Invece l’uso di LNG e UPA può causare nausea, vomito, cefalea e alterazioni del ciclo mestruale. In caso di vomito entro 2 o 3 ore rispettivamente dopo assunzione di LNG o UPA, è necessario assumere una seconda dose o utilizzare la IUD. Generalmente potrebbe esserci un anticipo del ciclo mestruale di 1-2 giorni con assunzione di LNG, mentre un ritardo di 1-2 giorni con UPA. Rari effetti collaterali che si sono verificati con LNG e UPA: vertigini, dolore addominale, dismenorrea.
Per quanto riguarda le controindicazioni all’uso dei metodi di CE, in presenza di malattie infiammatorie pelviche, malattie sessualmente trasmesse o allergia ai componenti la IUD non è raccomandata; mentre il LNG e l’UPA sono controindicate in caso di asma severo mal controllato con glucocorticoidi o disfunzioni epatiche.
Per quanto riguarda la possibilità di ottenere tali metodi, è necessario che la donna si rechi al consultorio o da un ginecologo di fiducia per l’impianto della IUD; invece per la UPA, se la donna è maggiorenne, può recarsi direttamente in farmacia senza prescrizione medica, se minorenne necessita di prescrizione medica; per quanto riguarda il LNG, è necessaria la prescrizione medica. I costi risultano rispettivamente: il prezzo del ticket ospedaliero in caso di IUD, circa 26 euro per l’UPA, 12 euro circa per LNG.
I metodi di CE non proteggono dalle malattie sessualmente trasmesse. Alle donne che si presentano per la richiesta di CE, dovrebbe essere offerta la possibilità di eseguire i test per le malattie sessualmente trasmesse.

Cosa conoscono i pazienti e cosa vorrebbero sapere sulla contraccezione d’emergenza
Dall’analisi della letteratura sulla conoscenza che i pazienti hanno della CE e su quello che vorrebbero maggiormente conoscere a riguardo si evidenziato i seguenti studi. Lo studio di Poscia et all mette in luce la situazione in Italia relativamente a come è vissuta la sessualità nei giovani; ha valutato le conoscenze di un gruppo di studenti universitari sulla fertilità e sulla contraccezione, sulle malattie sessualmente trasmesse e sulle vaccinazioni, sul loro comportamento [8]. Sul totale degli studenti che avevano avuto rapporti sessuali, il 19,7% aveva un’età inferiore ai 15 anni; il 21,8% aveva usato la contraccezione d’emergenza e il 31,3% di queste ultime anche più di una volta. Inoltre, il 32% sul totale degli studenti che avevano avuto rapporti sessuali, aveva contratto malattie sessualmente trasmesse. Gli autori fecero questa considerazione: l’uso frequente di CE e l’alto numero di studenti che avevano contratto malattie veneree, dimostrava una bassa consapevolezza delle potenziali conseguenze del proprio comportamento in ambito sessuale e in particolare carente conoscenza sulle caratteristiche della CE. Uno studio americano più approfondito sulla conoscenza della CE e su cosa vorrebbero sapere le donne in età fertile è stato condotto da Hickey et all [9]. Furono intervistate 24 donne tra i 18 e i 24 anni che frequentavano il college. Ventuno su ventiquattro partecipanti conoscevano la CE e di queste il 29% ne avevano fatto uso. Nonostante conoscessero la CE e la sua utilità nel prevenire una gravidanza indesiderata, molte partecipanti non erano informate sui tempi esatti di assunzione, sul sito di effetto, sull’efficacia e sugli effetti collaterali. Tutte le partecipanti consideravano la CE un tema confidenziale e motivo di imbarazzo, manifestavano la paura di esporsi nel chiedere informazioni, la paura di essere giudicate per questo, ancor più rispetto a comportamenti a rischio più comuni quali l’abuso di alcool. Le informazioni relative alla CE arrivavano dai coetanei e da internet, ma le partecipanti sentivano la necessità di maggiori informazioni da valide fonti. Internet era considerato comodo perché una fonte anonima e confidenziale ma altrettanto una fonte di incerta affidabilità. Veniva suggerito dalle stesse partecipanti l’utilità di brochure, guide, opuscoli informativi in aree frequentate dai giovani e anche negli ambulatori dei MMG, oltre che corsi inerenti all’interno dei percorsi scolastici. Ritenevano che il personale sanitario non offrisse consistenti informazioni nonostante lo considerassero una valida risorsa, al tempo stesso però esprimevano la paura che attraverso questo i genitori venissero informati. Lo studio concludeva dicendo che incrementare l’informazione sulla CE non implicava aumentarne un uso improprio. La promozione della salute sessuale e riproduttiva incluso la consapevolezza sulla CE erano componenti importanti per il benessere dell’adolescente e della donna. Anche Smith et all valutarono la conoscenza su alcuni aspetti della CE, in questo caso le partecipanti erano donne in sala d’attesa del MMG alle quali venne sottoposto un questionario [6]. L’84% delle partecipanti era a conoscenza che la CE poteva essere ottenuta con prescrizione del loro MMG, solo il 34% invece sapeva che la prescrizione poteva essere fatta da qualsiasi altro medico, compreso il proprio ginecologo. L’80% delle partecipanti non sapeva i tempi di assunzione dei metodi di CE. Si vuole presentare anche quest’ultimo articolo che invece tratta delle conoscenze dei MMG sulla CE in una regione del Pakistan [13]. Furono intervistati 45 medici, il 38 % risposero erroneamente che il principale effetto collaterale della pillola di CE erano i disordini del ciclo mestruale; il 67% considerava la CE un metodo abortivo; il 44% riteneva che avesse potere teratogeno.
Tra i motivi per cui c’era resistenza nel prescriverla e nel diffonderne la conoscenza tra le pazienti, il 31% riteneva che promuovesse la promiscuità, il 27% presentava ragioni etiche/religiose, il 40% era preoccupato della responsabilità. Tuttavia quasi tutti i medici partecipanti (82%) ritenevano necessaria una implementazione delle loro conoscenze a riguardo. Gli autori concludevano lo studio dicendo che tali carenze da parte dei MMG implicava uno scarso supporto alle donne che necessitano della CE, quindi un suo ridotto utilizzo e oltretutto un utilizzo erroneo.

Strumenti informativi sulla contraccezione d’emergenza a confronto
Sono stati ottenuti dalla letteratura dieci modelli di informazione scritta sulla CE. In Tabella 1 i vari modelli vengono messi a confronto per la struttura e le informazioni in essi contenuti. Ciascun modello è stato numerato dall’1 al 10, i riferimenti in Legenda permetteranno di risalire a ciascuno modello presente in letteratura.

Modello di volantino informativo sulla CE per la sala d’attesa del MMG
Viene presentato in Figura 1 un modello di volantino informativo per i pazienti, creato sulla base dei risultati ottenuti in letteratura e le considerazioni tratte da questi, come prototipo di informativa sulla CE da inserire nell’ambulatorio di Medicina Generale.
Le dimensioni originali A4 sono state ridotte per essere adattate alla pagina.

DISCUSSIONE
Vengono qui discusse le motivazioni della struttura scelta e le informazioni contenute nel modello di volantino informativo prodotto sulla CE da inserire nell’ambulatorio di Medicina Generale.
È stato scelto di utilizzare la struttura di volatino in quanto le informazioni da trasmettere alle pazienti sulla CE sono molteplici, i poster invece sono limitati dalle dimensioni. Informazioni troppo ridotte possono generare dubbi, incomprensioni. Se si fosse trattato di un tema quale la violenza domestica, il poster sarebbe stato più adatto in quanto era sufficiente trasmettere un’informazione, quindi un numero di telefono, un unico messaggio chiaro, semplice. Il volantino inoltre può essere portato a casa e letto in tranquillità dalle pazienti, o portato ad un’amica. Si è escluso anche il messaggio audiovisivo, in quanto di difficile realizzazione se non si posseggono le strutture adeguate; inoltre non tutti i pazienti potrebbero apprezzare l’essere costretti ad ascoltare mentre sono in sala d’attesa.
Si è deciso di inserire le informazioni in modo schematico e conciso, invece di utilizzare un metodo discorsivo (vedi modelli n°3, 4, 5, 7, 9, 10 in Tabella 1), per facilitare la lettura e per dare risposte chiare e dirette alla paziente che entra ansiosa in sala d’attesa perché ha timore di rimanere incinta. Un volantino troppo carico, discorsivo, il più delle volte non viene letto [18].
L’intestazione del volantino corrisponde allo stesso dubbio, alla stessa preoccupazione che si pone la paziente che non vuole intraprendere una gravidanza dopo un rapporto non protetto o in caso di malfunzionamento delle misure contraccettive adottate; per questo si è utilizzata l’intestazione in forma di domanda, la stessa che si pone la paziente. Risulta più incisiva e più vicina alle pazienti rispetto al termine più tecnico di contraccezione di emergenza adottata nella maggior parte dei modelli studiati in Tabella 1 (tutti escluso il n°1).
In coda al volantino, invece, viene inserito il nome del MMG che l’ha pensato, studiato e prodotto, con la data. Si ritiene importante che la paziente sappia che le informazioni fornite siano validate e aggiornate dal proprio medico. I pazienti preferiscono e ritengono più attendibili i messaggi educativi dati dal proprio MMG [6, 9]. Nessuno dei modelli presentati in Tabella 1 possiede questa peculiarità. Si forniscono inoltre sia le fonti attendibili di letteratura dalle quali si sono tratte le informazioni presentate nel volantino, che la paziente può consultare autonomamente, sia l’informazione della disponibilità del medico stesso a parlare dell’argomento. Si ritiene infatti che la presenza di strumenti di informazione su argomenti delicati in sala d’attesa, potrebbe favorire la comunicazione spontanea del paziente perché indice di sensibilità e di professionalità del medico verso tali ambiti.
Nel volantino le informazioni vengono fornite in modalità di domanda – risposta, le stesse domande che la paziente si pone nel momento in cui ha bisogno della CE, anche quasi tutti i modelli presentati in Tabella 1 (escluso il n°2) presentano questa modalità. È una modalità di comunicazione diretta, che risponde subito ai bisogni della persona. Le informazioni sulla CE che si è scelto di trasmettere attraverso il volantino sono presentate da quasi tutti i modelli informativi trovati in letteratura (Tabella 1), che diversi studi hanno dimostrato corrispondere alle esigenze delle pazienti perché carenti [6, 8, 9, 13]. La presentazione dei tre tipi di CE, della rispettiva efficacia, i tempi e il metodo di assunzione, gli effetti collaterali, il dove procurarla e il costo, permettono alla paziente di essere innanzitutto consapevole dei metodi di CE presenti e poter scegliere tra questi. La scelta con le caratteristiche migliori in qualità di efficacia o di accessibilità per la paziente è stata evidenziata con il colore verde, passando poi al giallo per definire caratteristiche intermedie e infine al rosso che evidenzia il meno funzionale. L’utilizzo di questi tre colori permette una comprensione più veloce, diretta; tale modalità non è stata trovata in letteratura. Nella presentazione dei tipi di CE, la spirale intrauterina (IUD) è stata inserita in terza colonna (colore rosso) in quanto, nonostante risulti il metodo più efficace (colore verde), è il meno accessibile, non tutti i ginecologi infatti la utilizzano.
Di seguito è stata fornita l’informazione del tempo di assunzione del farmaco/dispositivo in quanto il rispetto di questo è essenziale per garantire l’efficacia della CE. Ovviamente avere a disposizione più tempo, colore verde per la IUD e la pillola dei 5 giorni dopo, permette ad un numero più elevato di pazienti di poter far uso della CE. Solo il modello n°1 della Tabella 1 fornisce questa informazione essenziale tra le prime.
È stata fornita l’informazione sugli effetti indesiderati, motivo di preoccupazione per una paziente che deve assumere per la prima volta un farmaco/dispositivo. Ai tre tipi di CE è stato dato il colore giallo in quanto nonostante presentino tutti degli effetti indesiderati, la letteratura ha dimostrato che sono poco frequenti [14].
Sono state inserite in ultima posizione, ma rimangono informazioni altrettanto importanti da dare ad una paziente, l’accessibilità al farmaco/dispositivo di CE e il suo costo. Si è visto infatti anche in letteratura che motivo di preoccupazione per le pazienti che necessitano per la prima volta di CE è il dove ottenerla e la possibilità economica di acquistarla, spesso queste informazioni le ricercano in internet e tra i coetanei [6, 9]. Quest’ultima informazione è stata riscontrata solo in due dei modelli presentati in Tabella 1, il n°6 e il n°8. Si ritiene necessario far si che le pazienti siano in grado di poter scegliere il tipo di CE in base sia alla sua validità che alla possibilità di accedervi anche dal punto di vista economico.
A concludere, vengono fornite due informazioni importanti che riguardano tutti i sistemi di CE: l’assenza di proprietà abortive e di protezione verso le malattie sessualmente trasmesse. L’assenza di protezione verso le malattie sessualmente trasmesse dovrebbe dissuadere le pazienti ad avere rapporti senza l’uso del preservativo con persone delle quali non si ha conoscenza sulla salute fisica. Molto da spiegare ed informare ci sarebbe su questo argomento, ma si è ritenuto di non sovraccaricare questo modello di volantino informativo sulla CE, per dare i concetti essenziali in modo chiaro.
Considerare e rendere la sala d’attesa un veicolo di informazione sulla salute e di comunicazione per problemi di difficile espressione, sarebbe un importante sostegno al lavoro del MMG. Il volantino proposto, ad oggi non validato con uno studio di efficacia, potrebbe avere un impatto sul migliorare la consapevolezza e la conoscenza delle pazienti sulla CE. Inoltre, la presenza di strumenti di informazione su argomenti delicati in sala d’attesa, potrebbe favorire la comunicazione spontanea del paziente perché indice di sensibilità del medico verso tali ambiti. Tale esempio, che possa quindi essere di stimolo ai MMG nella produzione di nuovi strumenti informativi.

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[21] Norman WV, Soon JA, Panagiotoglou D, Albert A, Zed PJ: The acceptability of contraception task-sharing among pharmacists in Canada _ the ACT-Pharm study. Contraception 2015; 92: 55-61.

[22] The American College of Obstetricians and Gynecologists. Practice Bulletin: Emergency Contraception number 112. Obster Gynecol 2010; 115(5).

Indirizzo per la corrispondenza:
martatangari@hotmail.it

Illustrazioni
Figura 1

Tabelle

 

Legenda:
1 = OOPS! EMERGENCY CONTRACEPTION: BIRTH CONTROL THAT WORKS AFTER SEX (Contraception Journal – Association of Reproductive Health Professionals [8])
2 = Teen Pregnancy Prevention: Application of CDC’s Evidence-Based Contraception Guidance (Division of Reproductive Health Centers for Disease Control and Prevention [11])
3 = Patient information leaflet for Levonogestrel emergency hormonal contraceptive (EHC) pill (Oxford Health NHS Foundation Trust)
4 = Facts About Emergency Contraception Pills (Association of Reproductive Health Professionals)
5 = Emergency contraception (Royal Berkshire NHS Foundation Trust)
6 = Your guide to emergency contraception (Family Planning Association [14])
7 = Emergency Contraception – Patient information leaflet ( Health Service Executive – www.emitoolkit.ie)
8 = Emergency Contraception Facts (Thinkcontraception.ie)
9 = Patient information leaflet – Emergency Contraception (Family Planning Association)
10 = Emergency Contraceptive – Patient Information Booklet (Royal National Institute of Blind People)

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